Pratica radicata nel mondo anglo-americano, il counselling é un intervento di relazione d’aiuto che si rifà ai principi della comunicazione umana sviluppati dalla scuola di Palo Alto, di cui Paul Watzlawick è stato il massimo esponente.
Tra i molti tratti che contraddistinguono l’intervento, emergono l’impostazione non direttiva e la brevità circoscritta nel tempo. Altro elemento fondamentale dell’approccio di counselling è la centratura sul cliente, immaginata e proposta dal suo più grande sostenitore, Carl R. Rogers, psicoterapeuta americano.
Tale centratura pone come punto di partenza che ognuno di noi è l’esperto della propria vita e dunque che nessuno potrà mai sostituirsi a noi nell’indicarci cosa è più o meno giusto fare; tantomeno il counsellor.
Al contrario, infatti, esso non si pone come risolutore di un problema, ma affianca il cliente nel valutare, esplorare nuove strade e ritrovare le proprie risorse per ambire a un obiettivo specifico.
Il counselling, attraverso il colloquio con il cliente, fatto di passaggi e significati definiti e concordati, favorisce maggiore lucidità nell’affrontare quelle situazioni che nella vita famigliare, professionale o sociale ci mettono in confusione.

Quanto ci circonda viene per nostra natura interpretato e giudicato, costruendo quelle che chiamiamo idee o rappresentazioni; queste ultime possono favorire e reggere la nostra storia di vita in modo funzionale e proficuo; accade però, a volte, che queste stesse idee ci complichino il vivere quotidiano, recandoci sofferenze e preoccupazioni, problemi con colleghi di lavoro, difficoltà relazionali con i membri famigliari.
Il counsellor, insieme con il cliente, ripercorre queste convinzioni e favorisce l’emergere di una possibile nuova lettura della difficoltà incontrata, un’apertura, oppure una nuova via da percorrere.